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Midnight in Paris - Nulla di nuovo sotto la Torre Eiffel

Di Matteo @ 03/12/2011 - in Recensioni - Commenti (4)

 

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni: per i primi dieci minuti abbiamo temuto che il vecchio Woody replicasse la pessima performance dello scorso anno. Non siamo a quei livelli, ma dobbiamo comunque essere sinceri. Midnight in Paris è un film tutt'altro che entusiasmante.

Prima di tutto perché Allen, all'ombra della Torre Eiffel, non allestisce nulla di nuovo. Ancora una volta abbiamo uno scrittore, Gil (Owen Wilson), in crisi creativa. E ancora una volta lo troviamo legato sentimentalmente a una bionda (Rachel McAdams) che sembra perfetta ma non lo è. E i suoceri scettici, e un fascinoso quanto insopportabile intellettuale, e una morale a dir poco scontata (gli esseri umani non fanno altro che rimpiangere il passato).

Bisogna attendere che Gil incontri i grandi (?) artisti della sua epoca d'oro per ridere un po'. Ma la verve manca e, per quanto Wilson si sforzi, solo Allen riuscirebbe a mettere in scena e interpretare se stesso, i propri tic, le proprie nevrosi. Così come solo un certo tipo di pubblico può spingersi a definire come "fantasioso" l'espediente di un fiabesco viaggio nel tempo.

Il fatto che Woody giri un film all'anno può farci capire, ma non giustifica, tutti questi difetti. Il grande regista, qui, non spicca per tematiche e dialoghi che l'hanno reso grande, quanto piuttosto per la capacità di far rivivere le atmosfere più romantiche di Parigi (o, almeno, la percezione che può averne un affascinato turista). In questo riesce egregiamente. Per il resto, nulla di che.

Del vero, del vecchio Woody Allen, quello più amato, quello che continua ad appassionare generazioni vecchie e nuove, non ci rimangono che gli sprazzi.


 

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Commenti

1
tristemente delusa, e completamente d'accordo con il tuo giudizio. intensamente banale, e fastidioso l'esplicitarsi della morale,che tu sopra hai riportato, dalla bocca di Wilson: noi poveri e umili spettatori ci saremmo arrivati in ogni caso. nessun commento su fotografia e ambientazioni, anche se anche qui mi verrebbe da dire: caro Woody, ti piace vincere facile. e colonna sonora le cui ultime note riportano alla memoria il Gershwin in Manhattan. E la ragazzetta finale, quella del mercatino, uno sfumato ricordo di Tracy, sempre da Manhattan.


Di Paola il 09/12/2011 @ 00:37:34

2
GiÓ, Ŕ proprio Tracy. O "lo sfumato ricordo", come dici tu.


Di Matteo il 10/12/2011 @ 17:11:55

3
Io invece l'ho trovato divertente, geniale e brillante. Non mi sono annoiato per un solo istante del film. E poi questo Ŕ il genere del regista e io lo apprezzo. Grandissimo Woody


Di Andrea il 18/12/2011 @ 10:15:55

4
Bisogna ammettere che uscendo dal cinema viene voglia di acquistare subito un volo per rivedere quei posti.....ecco alcune location

http://lifestylelovers02.blogspot.it/2012/04/midnight-in-paris-location.html


Di Roberta il 22/04/2012 @ 23:08:37


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